CHI SIAMO

Mostra Collettiva - Firenze

Francesca Roberti curatore, project manager e organizzatore di eventi.

Frequenta il Liceo Artistico specializzandosi in Architettura. Si laurea in Storia dell’ Arte e Comunicazione Multimediale frequentando anche due master in Organizzazione Eventi e Gestione di Imprese Culturali. Dal 2004 al 2019 lavora come organizzatore e poi come direttrice in due gallerie prestigiose di Firenze, la Galleria Tornabuoni Fornaciai e successivamente la Tornabuoni Arte Srl. 
Dal 2019 è Libero professionista. 


La sua esperienza spazia dall’arte del Tardo Gotico al Contemporaneo italiano ed internazionale.
 Ha organizzato più di 80 eventi dal 2005 dedicandosi alla diffusione dell’arte contemporanea e non solo, progettando eventi per aziende private, per privati in genere ed in collaborazione con Enti pubblici.


Promuove e cura eventi per artisti italiani e stranieri.

Scrive in collaborazione il libro San Giovanni Batista “Itinerario d’ Arte da San Felice in piazza alla Fondazione Salvatore Romano, passando per via Maggio” 2012, pubblicato da Masso delle Fatte Edizioni   

MOSTRE D'ARTE

Come nasce la figura del Curatore d' Arte

 

La nascita della figura del curatore è intimamente connessa con li passaggio dall’esposizione concepita come semplice giustapposizione di opere, all’esposizione concepita come attività organizzata sulla base di precise modalità, per cui si richiede una figura di riferimento professionale che possa sovrintendere al rispetto di questi criteri. Fino alla fine del XIX secolo, l’intero sistema dell’arte era nelle mani delle Accademie di Belle Arti, e la critica d’arte consisteva in una semplice lettura dello stato delle cose.

Quando nel 1855, l’artista Gustave Courbet viene rifiutato dalla giuria dell’Esposizione Universale,  espone a proprie spese nel Pavillon du Réalisme, un padiglione allestito nei pressi del Salon ufficiale, e segna in tal modo la nascita di un sistema artistico alternativo ulteriormente sviluppatosi nelle seguenti esposizioni del Salon des Refusés  e delle mostre del movimento impressionista. Si creano le basi per il sistema dell’arte contemporanea, fondato su aspetti espositivi, critici e commerciali di cui fino ad allora non si era tenuto conto, e centrato sulle figure del collezionista, del mercante d’arte, del gallerista e del critico militante. La novità più importante consiste nel fatto che la giuria è adesso costituita dal vasto pubblico, per cui il problema della presentazione dell’opera diviene preminente e la sala espositiva assume un peso sempre più rilevante. Con le avanguardie artistiche, la curatela diventa uno strumento creativo di sperimentazione focalizzata sulla commercializzazione dell’arte.

Bisogna però attendere le teorie introdotte da architetti come Marcello Piacentini, Gio Ponti e Duilio Torres per un’organizzazione più razionale dello spazio espositivo, studiando l’uso della luce e del colore per un allestimento funzionale che permettesse di valorizzare le opere esposte.

Da menzionare anche il contributo dell’architetto Carlo Scarpa, grazie al quale si giunge, soltanto nel 1948, alla consapevolezza di dover plasmare di volta in volta l’ambiente espositivo in relazione alle opere. Sebbene l’ideologia artistica dominante crede che l’opera d’arte sia immortale e preesistente allo spazio espositivo, in realtà ogni spazio impregna radicalmente del proprio significato l’oggetto che vi è esposto, per cui è indispensabile un sapiente uso dell’architettura e dell’allestimento.